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Prevenzione, farmaci e cure allungano l’aspettativa di vita

Con l’aiuto del geriatra, scopriamo come dovrebbe essere la giornata tipo di un anziano che voglia essere non solo in salute, ma anche parte attiva della società. Prevenzione e farmaci sono importanti, ma anche le piccole abitudini quotidiane concorrono ad aumentare l’aspettativa di vita


Una persona su cinque in Italia è anziana, ma tra circa 35 anni, secondo l’OCSE, gli over 65 saranno nel mondo 2,4 miliardi contro i 900 milioni attuali. Come dire, insomma, che si vive più a lungo con i problemi di ordine sociale e sanitario che questo comporta. Ci si dovrà, quindi, preparare a fronteggiare tutta una moltitudine di malati cronici. E, pertanto, non solo risposte agli acuti in ospedale, ma anche potenziamento della rete della medicina di famiglia e della continuità di cura. E certamente in questo contesto anche le farmacie potranno avere un ulteriore riconoscimento del ruolo, che già professionalmente stanno svolgendo.

Con l’aiuto del dott. Claudio Alberto Munari, geriatra, ecco come dovrebbe essere la giornata tipo di un anziano, che intenda essere parte attiva di una società, che, purtroppo, pare tendere preferibilmente all’esclusione più che all’inclusione.

Altrettanto dicasi della prevenzione... Ma è anche importante lo stile di vita...


Dopo questa premessa, dottor Munari, vorremmo con lei ripercorrere quella che dovrebbe essere una giornata tipo dell’anziano.


Concordo su tutti i punti: prevenzione, farmaci e cure mediche allungano la vita. Ottimo risultato! resta da migliorare il complicato percorso per aggiungere “vita agli anni”.


Lei in proposito cosa suggerisce?


È un lavoro delicato, sfuggente e profondo, che riguarda mente e cuore: terapeuta diventa l’anziano stesso che con i suggerimenti del medico curante, deve cercare e definire il suo stile di vita, che io preferisco definire “vocazione alla vita”.


Si spieghi meglio!


Fondamentale per l’anziano è che ci sia una progettualità chiara e definita anche quando l’età... cresce! Talvolta è difficile per eventi avversi e luttuosi, per l’allontanamento dalla propria abitazione e città o per sistemazione in strutture protette.


E poi?


Inserito nella nuova condizione, per l’anziano è fondamentale rimodellare la giornata, cercando ogni possibile coloritura nella relazione con se stesso e con gli altri, (familiari, operatori sanitari, amici, ecc.). Egli deve osservarsi ed ascoltarsi senza vergogna, programmare incontri, uscite da casa con particolare attenzione all’esercizio fisico e all’ alimentazione.


Come deve essere programmata la giornata?


Il risveglio deve essere “gioioso”. Punto fermo deve essere la prospettiva di vivere qualcosa di diverso e di più gradevole dei giorni precedenti, magari pensando ad un cibo particolare, al cambio di un pullover, alla coltivazione di una pianta. Nella mattinata ci deve essere spazio per l’esercizio fisico, meglio se impostato dal fisioterapista. Utile vestirsi con una comoda tuta per avere più libertà di movimento per gli esercizi, meglio se con un sottofondo musicale.

Chi ha più forza di volontà può ripetere gli esercizi fisici nel pomeriggio, specie nella stagione fredda, quando si esce meno.


Che dire sul tema dell’ossigenazione, intesa nei suoi molteplici aspetti?


Lei tocca un punto delicato, spesso sottovalutato dagli stessi terapeuti. Il cibo del cervello è l’ ossigeno, veicolato dal sangue. Essendo deficitaria la circolazione del sangue nell’anziano, ecco la sofferenza cerebrale per la diminuita assunzione di ossigeno con i tipici sintomi dell’ obnubilamento, della confusione, ecc. Ricordiamo anche come il riscaldamento consumi l’ossigeno degli ambienti: corre l’obbligo, allora, di aerare i locali.


Passiamo all’alimentazione: come deve alimentarsi l’anziano?


Alcuni rapidi suggerimenti: idratazione sufficiente, che deve essere almeno di 1-1.5 litri di liquidi al dì. Variare l’alimentazione il più possibile, con assunzione di frutta e verdura cruda di stagione I pasti devono essere leggeri, anche con un solo piatto, sia a pranzo che a cena.

Fondamentale una ricca colazione, sempre leggera la cena. È d’obbligo la merenda: basta anche frutta di stagione o una tazza di tè o di caffelatte sia a metà mattina che nel pomeriggio. è strategico ed importante mantenere diversificato il gusto dei cibi, alternandoli il più possibile.

Utile anche, in assenza di patologie specifiche come il diabete, l’assunzione di qualche cibo dolce ogni 2-3 giorni o nella merenda mattutina o pomeridiana.


E sul sonno che ci dice? Si sa che, in genere, l’anziano dorme poco.


L’esperienza suggerisce che ognuno ha un preciso orologio biologico per il sonno. È utile non accasciarsi in poltrona subito dopo il pasto e soprattutto non con la Tv accesa, anche se... “fa tanta compagnia”, rispettare l’orario di addormentamento e di risveglio in modo che ci sia un ritmo.

Il riposo post prandiale, per chi lo desidera, non deve essere troppo prolungato.


Come assumere le medicine in modo corretto?


È una questione complessa, non facile per molti anziani, che, a fronte di più patologie, assumono più farmaci.

Ci sono delle strategie: importante e fondamentale è “personalizzare” l’assunzione dei farmaci. A mio avviso il medico o gli operatori, anche a più riprese, devono spiegare in modo chiaro e semplice la motivazione e la modalità di assunzione dei farmaci senza associazioni mentali, che spesso realizza il paziente (colore della scatola o della pillola, assunzione in contemporanea di farmaci ai pasti, ecc.) in modo errato.

Importante è verificare che non ci siano errori o astensione di assunzione del farmaco.


Dr. Antonio Marinelli (Farmacista)


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